L’eredità nell’Islam: regole, eredi e ripartizione

2 febbraio 2025 – Istituto Al-Dirassa

Carta bancaria che illustra l’eredità nell’islam

L’eredità nell’Islam, chiamata mirath o fara’id, rientra tra gli ambiti importanti del fiqh. Disciplina la ripartizione dei beni di una persona deceduta tra i suoi eredi legittimi, secondo regole precise menzionate nel Corano e spiegate dalla Sunna.

Questo argomento è delicato, perché riguarda la famiglia, i beni, i debiti, i diritti degli eredi e, talvolta, situazioni complesse. Lo scopo dell’eredità islamica non è soltanto dividere un patrimonio. Mira anche a preservare la giustizia, evitare i conflitti e proteggere i diritti di ciascuno.

In questo articolo spiegheremo le basi dell’eredità nell’Islam, le principali categorie di eredi, le fasi che precedono la divisione, alcuni esempi generali di quote e l’importanza di consultare una persona qualificata nei casi reali.

Importante: questo articolo è un’introduzione generale. Non sostituisce il parere di una persona qualificata nel fiqh dell’eredità né, quando necessario, l’assistenza di un professionista del diritto nel Paese interessato.

Per comprendere meglio le basi della fede, gli atti di adorazione e le regole familiari nell’Islam, potete consultare la nostra guida per imparare l’Islam.

Punti essenziali sull’eredità nell’Islam

L’eredità nell’Islam si basa su regole rivelate. Non deve essere ripartita secondo preferenze personali, pressioni familiari o consuetudini culturali quando queste contraddicono i diritti stabiliti.

Prima di dividere l’eredità, in genere occorre:

  • identificare i beni del defunto;
  • saldare le spese funerarie ragionevoli;
  • pagare i debiti reali del defunto;
  • eseguire il testamento lecito entro i suoi limiti;
  • identificare tutti gli eredi legittimi;
  • calcolare le quote secondo le regole del mirath;
  • evitare ogni ingiustizia nei confronti degli eredi vulnerabili, assenti o meno informati.

Gli esempi di quote citati in questo articolo sono soltanto indicativi. Ogni caso reale deve essere studiato in base alla composizione esatta della famiglia, ai debiti, al testamento, ai beni disponibili e al quadro giuridico locale.

Che cos’è l’eredità nell’Islam?

L’eredità nell’Islam indica la trasmissione dei beni di una persona deceduta ai suoi eredi legittimi. Queste regole non si basano unicamente sulle scelte personali della famiglia. Sono disciplinate dalla rivelazione e fanno parte delle scienze islamiche.

Il termine mirath indica l’eredità, mentre il termine fara’id si riferisce alle quote determinate. Questa scienza permette di sapere chi eredita, in quale ordine, con quale quota e dopo quali obblighi preliminari.

A differenza di una ripartizione improvvisata o emotiva, l’eredità islamica cerca di rispettare i diritti stabiliti da Allah e di evitare l’ingiustizia tra i membri della famiglia.

Mirath e fara’id: che cosa significano questi termini?

La parola mirath indica l’eredità o la successione. Riguarda i beni, i diritti e il patrimonio trasmessi dopo il decesso di una persona.

La parola fara’id deriva dall’idea di quote determinate. Nel fiqh, questa scienza studia gli eredi, le quote fisse, gli eredi residuari, le possibili esclusioni e i metodi di calcolo.

La scienza dei fara’id è una scienza precisa. Richiede la conoscenza dei testi, delle regole di priorità tra gli eredi, delle situazioni particolari e delle possibili differenze in alcuni casi complessi.

I fondamenti coranici dell’eredità islamica

Le regole dell’eredità islamica sono menzionate principalmente nella sura An-Nisa. Il Corano vi stabilisce quote per alcuni eredi, come i figli, i genitori, i coniugi e, in certi casi, i fratelli e le sorelle.

Allah dice:

Traduzione approssimativa: Agli uomini spetta una parte di ciò che hanno lasciato i genitori e i parenti, e alle donne spetta una parte di ciò che hanno lasciato i genitori e i parenti, che sia poco o molto: una parte stabilita.

Riferimento: Sura An-Nisa, 4:7.

Questo versetto mostra che l’Islam ha stabilito il diritto all’eredità sia per gli uomini sia per le donne, all’interno di un quadro preciso e ordinato.

I versetti 4:11, 4:12 e 4:176 della sura An-Nisa descrivono diverse regole importanti riguardanti i figli, i genitori, i coniugi e alcuni casi di fratelli e sorelle. La loro applicazione richiede tuttavia uno studio preciso di ogni situazione.

Una ripartizione disciplinata dalla rivelazione

L’eredità islamica non è una semplice tradizione sociale. Si basa su testi religiosi. Ciò conferisce a questo argomento una grande importanza nella pratica musulmana.

Il credente deve quindi evitare di modificare le quote per preferenza personale, pressione familiare o interesse materiale. I beni del defunto non devono essere monopolizzati da alcuni eredi a danno degli altri.

Questa dimensione religiosa ricorda che l’eredità non è soltanto una questione familiare o amministrativa. Riguarda anche la giustizia, il timore di Allah e il rispetto dei diritti altrui.

Perché l’eredità islamica è così precisa?

Le regole dell’eredità nell’Islam sono precise perché riguardano i diritti altrui. Un errore in questo ambito può danneggiare un erede, creare un’ingiustizia o provocare una rottura familiare duratura.

La divisione dell’eredità tiene conto di diversi elementi:

  • il legame di parentela con il defunto;
  • la presenza o l’assenza di determinati eredi;
  • le responsabilità finanziarie;
  • i debiti del defunto;
  • il testamento lecito;
  • il patrimonio realmente disponibile;
  • le regole di esclusione tra eredi;
  • le eventuali particolarità giuridiche locali.

Questa precisione mostra che l’Islam non lascia la successione all’arbitrio. Invita le famiglie ad agire con conoscenza, prudenza e timore di Allah.

Le fasi che precedono la divisione dell’eredità

Prima di ripartire l’eredità tra gli eredi, devono essere rispettate alcune fasi. Esse permettono di proteggere i diritti del defunto, dei creditori e degli eredi.

Identificare il patrimonio del defunto

La prima fase consiste nell’identificare ciò che appartiene realmente al defunto: denaro, beni immobili, oggetti di valore, partecipazioni commerciali, crediti dovuti al defunto e altri diritti finanziari.

Occorre anche distinguere i beni personali del defunto dai beni comuni, familiari o appartenenti a un’altra persona. Questa fase evita di dividere beni che non fanno realmente parte della successione.

Saldare le spese funerarie ragionevoli

Le spese funerarie necessarie e ragionevoli vengono generalmente prese in considerazione prima della ripartizione dell’eredità. Non devono diventare motivo di esagerazione o di spese ingiustificate.

Saldare i debiti del defunto

I debiti devono essere presi molto sul serio. Possono riguardare persone, enti, prestiti, somme dovute, contratti o diritti non ancora saldati.

Prima di dividere l’eredità, occorre identificare i debiti reali e pagarli con il patrimonio del defunto. Ciò evita di distribuire beni che non sono ancora interamente disponibili per gli eredi.

Rispettare il testamento lecito

Il testamento, chiamato wasiyyah, può essere eseguito entro i limiti previsti dalle regole islamiche. Non deve servire a privare ingiustamente gli eredi dei loro diritti.

In generale, la wasiyyah non deve superare un terzo del patrimonio e non deve essere fatta a favore di un erede già titolare di una quota, salvo accordo valido degli altri eredi secondo le regole conosciute.

Ripartire il patrimonio rimanente

Una volta pagati i debiti ed eseguito il testamento lecito, il patrimonio rimanente può essere ripartito tra gli eredi secondo le quote previste.

Questa fase deve essere svolta con precisione. Una semplice approssimazione può creare un’ingiustizia, soprattutto quando sono coinvolti diversi eredi.

Le principali categorie di eredi

Gli eredi nell’Islam non appartengono tutti alla stessa categoria. Alcuni hanno quote fisse, altri ereditano il residuo dopo le quote fisse e alcuni possono essere esclusi in presenza di eredi più prossimi.

Gli eredi a quote fisse

Gli eredi a quote fisse sono coloro le cui quote sono determinate dai testi. Tra essi si possono trovare, a seconda delle situazioni, il padre, la madre, il marito, la moglie, le figlie, alcune sorelle e altri eredi menzionati nelle regole del fiqh.

Le quote possono essere la metà, un quarto, un ottavo, due terzi, un terzo o un sesto, a seconda della situazione familiare del defunto.

Gli eredi agnatici

Gli eredi agnatici, chiamati ʿasaba, possono ricevere il residuo dell’eredità dopo la distribuzione delle quote fisse. La loro presenza e la loro quota dipendono dalla composizione familiare.

Questo ambito può diventare complesso, soprattutto quando sono presenti diverse categorie di eredi. Per questo i calcoli devono essere affidati a una persona competente.

I parenti più lontani

In alcuni casi, quando non vi sono eredi a quote fisse né eredi agnatici, altri parenti più lontani possono essere interessati secondo le regole del fiqh.

Queste situazioni richiedono uno studio approfondito, poiché l’ordine di priorità e le regole di esclusione possono variare a seconda dei casi.

Esempi generali di quote nell’eredità islamica

Gli esempi seguenti offrono un’idea generale di alcune quote note nell’eredità islamica. Non devono mai essere utilizzati da soli per regolare una successione reale.

  • La moglie può ricevere un quarto se il defunto non ha figli, oppure un ottavo se ha figli.
  • Il marito può ricevere la metà se la moglie deceduta non ha figli, oppure un quarto se ha figli.
  • I genitori possono ricevere ciascuno un sesto in alcuni casi in cui il defunto lascia figli.
  • Le figlie possono avere una quota determinata in base al loro numero e alla presenza o meno di figli maschi.
  • Quando figli e figlie ereditano insieme in determinati casi, il figlio riceve una quota equivalente a quella di due figlie.

Questi esempi sono soltanto indicativi. Ogni situazione dipende dall’insieme degli eredi presenti. La presenza di un erede può modificare la quota di un altro o escluderlo in alcuni casi.

Idee errate sull’eredità nell’Islam

“Le donne ereditano sempre meno degli uomini”

Questa affermazione è inesatta. Esistono casi in cui l’uomo riceve di più, in particolare quando il figlio eredita insieme alla figlia. Ma esistono anche situazioni in cui una donna riceve una quota uguale o superiore a quella di un uomo, a seconda degli eredi presenti.

L’eredità islamica deve essere compresa come un sistema globale, legato alle responsabilità finanziarie, ai legami familiari e alla situazione completa della successione.

“La famiglia può modificare le quote come desidera”

Le quote stabilite dai testi non devono essere modificate per preferenza personale. Un erede può rinunciare volontariamente a una parte del proprio diritto dopo che questo è stato riconosciuto, ma nessuno deve essere privato della propria quota mediante pressione o manipolazione.

“Il primogenito eredita tutto”

Questa idea appartiene ad alcune tradizioni culturali, ma non corrisponde alle regole islamiche. Nell’Islam, ogni erede legittimo ha dei diritti in base al proprio legame con il defunto e alla situazione familiare.

“Il testamento permette di dare tutto il patrimonio a una sola persona”

Nell’Islam, il testamento non funziona come in alcuni sistemi civili. È regolamentato. In generale, non deve superare un terzo del patrimonio e non deve danneggiare gli eredi legittimi.

La saggezza delle regole dell’eredità islamica

Le regole dell’eredità nell’Islam perseguono diversi obiettivi importanti:

  • preservare i diritti degli eredi;
  • evitare l’ingiustizia dopo il decesso;
  • proteggere le donne, i bambini e i parenti vulnerabili;
  • impedire la monopolizzazione ingiusta dei beni;
  • ridurre i conflitti familiari;
  • far circolare la ricchezza all’interno della famiglia;
  • ricordare che i beni sono una responsabilità davanti ad Allah.

Questa saggezza si manifesta soprattutto quando le famiglie rispettano le regole con sincerità, pazienza e attenzione alla giustizia.

I casi complessi nell’eredità islamica

Alcuni casi richiedono uno studio dettagliato. Per esempio:

  • presenza di più mogli;
  • figli nati da matrimoni diversi;
  • assenza di figli;
  • presenza di genitori, fratelli e sorelle;
  • presenza di nonni;
  • debiti rilevanti;
  • testamento ambiguo;
  • eredi residenti in diversi Paesi;
  • beni comuni con il coniuge;
  • disaccordo tra gli eredi;
  • interazione tra il diritto civile locale e le regole islamiche.

In queste situazioni non basta conoscere una regola generale. Occorre analizzare l’insieme degli eredi, dei beni, dei debiti e degli obblighi prima di calcolare le quote.

Le differenze tra le scuole giuridiche

Le grandi scuole giuridiche sunnite condividono i fondamenti dell’eredità islamica, ma alcune applicazioni possono variare nei casi complessi.

Le divergenze possono riguardare, per esempio, la presenza dei nonni, alcuni casi di fratelli e sorelle o situazioni particolari legate alla wasiyyah.

Queste differenze mostrano l’importanza di studiare il fiqh con metodo. Ricordano inoltre che occorre evitare risposte semplicistiche quando è in gioco un caso familiare reale.

Perché consultare una persona qualificata?

L’eredità nell’Islam non deve essere trattata con leggerezza. Un errore può privare una persona del proprio diritto, provocare un’ingiustizia o creare una rottura duratura tra familiari.

Si raccomanda quindi di consultare una persona qualificata nel fiqh dell’eredità, soprattutto quando:

  • la famiglia è numerosa;
  • il patrimonio è importante;
  • esistono debiti;
  • è stato lasciato un testamento;
  • gli eredi sono in disaccordo;
  • alcuni eredi vivono all’estero;
  • la situazione familiare è complessa;
  • deve essere preso in considerazione anche il diritto locale.

In alcuni Paesi occorre inoltre tenere conto del quadro giuridico applicabile. L’assistenza di uno specialista religioso e, se necessario, di un professionista del diritto può evitare molti errori.

Imparare il fiqh dell’eredità con metodo

L’eredità fa parte delle scienze islamiche. È legata al fiqh, ai diritti familiari, alla giustizia, alle responsabilità finanziarie e al timore di Allah riguardo ai beni altrui.

Per comprendere bene questo argomento, è utile imparare le basi dell’Islam: la fede islamica, la preghiera, la purificazione, il comportamento musulmano, i diritti dei genitori, i diritti dei coniugi, le regole familiari e i fondamenti del fiqh.

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FAQ — Eredità nell’Islam

Che cos’è l’eredità nell’Islam?

L’eredità nell’Islam indica la ripartizione dei beni di una persona deceduta tra i suoi eredi legittimi secondo le regole del Corano, della Sunna e del fiqh.

Che cosa significa mirath?

La parola mirath indica l’eredità o la successione nell’Islam. Riguarda la trasmissione dei beni del defunto ai suoi eredi legittimi.

Che cosa significa fara’id?

Il termine fara’id indica le quote determinate nell’eredità islamica. È anche il nome della scienza che studia le regole di successione nell’Islam.

Si può dividere l’eredità prima di pagare i debiti?

No. I debiti reali del defunto devono essere identificati e pagati prima della ripartizione del patrimonio rimanente tra gli eredi.

Che cos’è la wasiyyah?

La wasiyyah è il testamento nell’Islam. È disciplinata da regole precise e non deve servire a privare ingiustamente gli eredi dei loro diritti.

Una donna eredita sempre meno di un uomo?

No. Questa idea è una semplificazione. Alcune situazioni attribuiscono all’uomo una quota maggiore, ma altri casi possono attribuire a una donna una quota uguale o superiore, a seconda degli eredi presenti.

Si possono modificare le quote dell’eredità islamica?

Le quote stabilite dai testi non devono essere modificate per preferenza personale o pressione familiare. Il diritto di ogni erede deve prima essere riconosciuto.

Perché consultare una persona qualificata?

Perché i casi di eredità possono essere complessi. Un errore può danneggiare un erede o creare un’ingiustizia. Per le situazioni reali è quindi necessario consultare una persona competente.

Conclusione: preservare i diritti ed evitare l’ingiustizia

L’eredità nell’Islam è una scienza precisa che mira a preservare i diritti, stabilire la giustizia ed evitare i conflitti familiari. Si basa sul Corano, sulla Sunna e sulle spiegazioni dei sapienti del fiqh.

Prima di qualsiasi ripartizione, occorre tenere conto dei debiti, del testamento lecito e della composizione esatta degli eredi. Le quote non devono essere modificate per pressione, preferenza o interesse personale.

Comprendere le basi del mirath è un primo passo. Per applicare queste regole a un caso reale, è indispensabile consultare una persona qualificata e procedere con prudenza, metodo e rispetto dei diritti di ciascuno.

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Testimonianze

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Alcune testimonianze di studenti che hanno scelto l’Istituto Al-Dirassa e condividono con piacere la loro esperienza.

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