Nel calendario islamico, alcuni giorni sono più di semplici giorni. Sono finestre di grazia, momenti nei quali la misericordia di Allah scende con un’intensità particolare sui Suoi servi. Il giorno di Arafat è uno di questi giorni, forse persino il più importante dell’anno per chi non sta compiendo il pellegrinaggio. Eppure, per molti musulmani passa spesso inosservato, sommerso dall’agitazione dei preparativi per l’Eid.
Questo articolo è un invito a cambiare questa situazione. A comprendere che cosa rappresenti davvero questa giornata, che cosa ne abbia detto il Profeta ﷺ e come trasformarla in un momento di rinnovamento spirituale, sia che vi troviate alla Mecca sia che siate nel vostro salotto a Parigi.
Il giorno di Arafat: che cos’è?
Il giorno di Arafat è il 9 Dhul Hijja, due giorni prima dell’Eid al-Adha nel calendario dell’Egira. Nel 2026 corrisponde a martedì 26 maggio.
Questo giorno prende il nome dalla piana di Arafat, situata a circa venti chilometri a est della Mecca. È lì che si svolge l’atto centrale dell’Hajj: i pellegrini vi si riuniscono a partire da mezzogiorno del 9 Dhul Hijja e rimangono in preghiera e supplica fino al tramonto. Questa sosta è chiamata wuquf ed è così fondamentale che il Profeta ﷺ disse:
«L’Hajj è Arafat.» (Tirmidhi, Nasa'i — hadith autentico)
In altre parole: un pellegrinaggio senza Arafat non è Hajj. Questa giornata ne è l’anima.
Perché il giorno di Arafat è così straordinario?
Un giorno onorato dal Corano
Nella sura Al-Ma'ida (5:3), Allah ha rivelato un versetto considerato tra i più importanti dell’intera Rivelazione:
«Oggi ho perfezionato per voi la vostra religione, ho completato su di voi la Mia grazia e ho scelto per voi l’Islam come religione.» (Al-Ma'ida, 5:3)
Secondo la maggioranza dei commentatori coranici, questo versetto fu rivelato nel giorno di Arafat, durante il pellegrinaggio d’addio del Profeta ﷺ. Questo mostra il peso spirituale di questa giornata: è il giorno in cui la Rivelazione islamica fu dichiarata completa.
Il giorno dell’espiazione dei peccati
Il Profeta ﷺ disse riguardo al digiuno di questo giorno:
«Il digiuno del giorno di Arafat: spero che Allah cancelli con esso i peccati dell’anno precedente e dell’anno successivo.» (Muslim)
È uno degli hadith più conosciuti e amati di tutta la tradizione islamica. Un solo giorno di digiuno volontario e due anni di peccati cancellati. Non esiste un altro giorno dell’anno per il quale sia riportata una ricompensa simile.
Precisazione importante: questo digiuno è raccomandato ai musulmani che non compiono l’Hajj in quell’anno. I pellegrini, invece, non digiunano quel giorno: sono in viaggio e la Sunna dell’Hajj non prevede di digiunare ad Arafat, così da conservare le forze per la supplica.
Il giorno in cui Allah si vanta dei Suoi servi davanti agli angeli
In un hadith autentico riportato da Muslim, il Profeta ﷺ disse:
«Non vi è giorno in cui Allah liberi più persone dal Fuoco del giorno di Arafat. Egli si avvicina, poi si vanta dei Suoi servi davanti agli angeli, dicendo: “Che cosa desiderano?”» (Muslim)
Questa immagine possiede una forza rara. Allah stesso, davanti ai Suoi angeli, si compiace dei Suoi servi riuniti nella piana oppure intenti a digiunare e supplicare dalle loro case. È un invito a prendere pienamente coscienza di questo momento e a non lasciarlo passare.
Il giorno di Arafat per chi non compie l’Hajj: come viverlo?
La bellezza del giorno di Arafat è che non appartiene soltanto ai pellegrini. Allah ha fatto sì che questa giornata fosse accessibile a tutti, da qualsiasi città del mondo e in qualunque situazione.
Il digiuno: l’atto centrale della giornata
Per chi non compie l’Hajj, il digiuno del 9 Dhul Hijja, cioè martedì 26 maggio 2026, è l’atto più raccomandato. È il pilastro di questa giornata.
Non esiste una niyyah particolare da pronunciare ad alta voce. È sufficiente avere nel cuore l’intenzione sincera di digiunare quel giorno per Allah, sperando nell’espiazione. Il digiuno comincia all’ora del Fajr e termina al tramonto, come ogni altro digiuno.
Moltiplicare il dhikr e le invocazioni
Il Profeta ﷺ disse che il miglior dhikr è:
«La ilaha illa Allah, wahdahu la sharika lah, lahu al-mulku wa lahu al-hamd, wa huwa 'ala kulli shay'in qadir.»
«Non vi è divinità all’infuori di Allah, Unico e senza associati. A Lui appartengono il regno e la lode. Egli è Potente su ogni cosa.»
Questo dhikr, ripetuto con presenza del cuore durante tutta la giornata di Arafat, rientra tra gli atti più meritori. A esso si aggiungono i takbirat dell’Eid — Allahu Akbar, Allahu Akbar, la ilaha illallah, Allahu Akbar, Allahu Akbar wa lillahil hamd — che iniziano ufficialmente dalla notte precedente l’Eid e vengono recitati abbondantemente in quel giorno.
La supplica personale: la porta è spalancata
Il giorno di Arafat è per eccellenza il giorno della du'a. I pellegrini trascorrono l’intero pomeriggio a supplicare nella piana. Chi non compie l’Hajj può fare lo stesso dalla propria casa, dopo la preghiera del Dhuhr o dell’Asr, oppure in qualsiasi momento della giornata.
È il momento della supplica sincera e personale, formulata con il cuore. Chiedete per voi stessi, per la vostra famiglia, per i vostri cari defunti e per la Umma. La supplica del giorno di Arafat è tra le più esaudite dell’anno: non sottovalutatela.
La lettura del Corano
Dedicare una parte di questa giornata alla recitazione o all’ascolto del Corano è un modo per onorarla pienamente. Se desiderate approfondire il vostro legame con il Libro di Allah, comprendere ciò che recitate e sentire la forza dei versetti nella loro lingua originale, questa è anche una giornata in cui prendere una decisione duratura in tal senso.
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Il giorno di Arafat e i primi dieci giorni di Dhul Hijja
Il giorno di Arafat non arriva da solo. È il culmine dei primi dieci giorni di Dhul Hijja, che il Profeta ﷺ indicò come i giorni più meritori dell’intero anno:
«Non vi sono giorni nei quali le buone opere siano più amate da Allah di questi dieci giorni.» I Compagni chiesero: «Nemmeno il jihad per la causa di Allah?» Egli rispose: «Nemmeno il jihad, eccetto l’uomo che parte con la propria persona e i propri beni e non ritorna con nulla.» (Bukhari)
Questi dieci giorni, dal 1° al 10 Dhul Hijja, sono un periodo di intensa adorazione raccomandato a tutti i musulmani, indipendentemente dall’Hajj. È raccomandato digiunare i primi nove giorni, o almeno fino ad Arafat, moltiplicare i takbirat e aumentare le elemosine.
Il giorno di Arafat ne è il punto culminante. Tutto ciò che è stato seminato in buone opere dal 1° Dhul Hijja raggiunge il pieno compimento in questo nono giorno.
Che cosa ci insegna il giorno di Arafat sulla spiritualità islamica
Vi è qualcosa di profondamente bello nella struttura del giorno di Arafat: Allah ha voluto che il momento più sacro dell’Hajj, la sosta nella piana dove Adamo ed Eva si ritrovarono, dove Ibrahim ﷺ pregò e dove il Profeta ﷺ pronunciò il suo sermone d’addio, potesse essere condiviso da tutto l’Islam, ovunque ci si trovi.
Questo dice qualcosa di fondamentale sulla visione islamica della fede: nessuno è escluso dalla grazia. Il povero che non può compiere l’Hajj quest’anno può vivere il 9 Dhul Hijja con la stessa pienezza spirituale del pellegrino ad Arafat, se il suo cuore è sinceramente presente.
È una generosità divina inscritta nel tessuto stesso del calendario islamico.
Preparare i figli al giorno di Arafat
Il giorno di Arafat è anche una splendida occasione educativa per le famiglie. Spiegare ai figli che cosa accade quel giorno, far recitare loro i takbirat e parlare dei pellegrini riuniti proprio in quel momento nella piana di Arafat significa offrire loro un riferimento concreto nella fede e un’immagine forte che resterà impressa.
Con i bambini più grandi, leggere insieme la sura Al-Ma'ida e spiegare perché il versetto 3 fu rivelato quel giorno è una lezione di fede e di storia islamica che pochi manuali scolastici possono offrire.
Se desiderate andare oltre e fornire ai vostri figli gli strumenti per leggere e comprendere il Corano nella sua lingua originale, i corsi di Corano per bambini di Al-Dirassa sono una risorsa seria e attenta: insegnanti madrelingua, metodo progressivo e lezioni online flessibili.
E per voi, come genitori desiderosi di comprendere meglio i testi letti nel giorno di Arafat e durante tutto l’anno, i corsi di arabo per adulti di Al-Dirassa vi permetteranno di entrare nel Corano con una comprensione diretta e viva.
Conclusione: non lasciate passare il giorno di Arafat
Il giorno di Arafat arriva una volta all’anno. Non avverte. Non si impone. È lì, discreto e immensamente generoso, e se ne andrà al tramonto portando con sé le sue promesse di espiazione per chi ne avrà approfittato.
Quest’anno, il 9 Dhul Hijja cade martedì 26 maggio 2026. Segnatelo in agenda, preparate l’intenzione di digiunare la sera precedente, riservate del tempo alla supplica dopo la preghiera del Dhuhr e lasciate che questa giornata compia ciò per cui è stata creata: avvicinare il vostro cuore ad Allah.
Taqabbal Allahu minna wa minkum.
FAQ — Domande frequenti sul giorno di Arafat
È obbligatorio digiunare nel giorno di Arafat se non si compie l’Hajj?
No, il digiuno del giorno di Arafat non è obbligatorio: è fortemente raccomandato, sunna mu'akkada secondo molti sapienti, per i musulmani che non compiono il pellegrinaggio quell’anno. Rimane uno degli atti più meritori che un credente possa compiere in quella giornata, con la promessa dell’espiazione dei peccati di due anni riportata in un hadith autentico di Muslim. Se avete un motivo valido per non digiunare, come malattia, gravidanza, allattamento o viaggio, potete comunque onorare questa giornata con il dhikr, la supplica e la lettura del Corano: la porta della grazia resta spalancata.
Qual è la migliore invocazione da recitare nel giorno di Arafat?
La migliore invocazione riportata per il giorno di Arafat è quella trasmessa dallo stesso Profeta ﷺ: La ilaha illa Allah, wahdahu la sharika lah, lahu al-mulku wa lahu al-hamd, wa huwa 'ala kulli shay'in qadir. Oltre a questa formula, il giorno di Arafat è per eccellenza il giorno della du'a personale: una supplica sincera, formulata con le parole del cuore e nella lingua che si padroneggia meglio. Allah ascolta tutte le lingue e risponde prima di tutto alla sincerità. È inoltre raccomandato abbondare nei takbirat, nel tahlil e nelle salawat sul Profeta ﷺ durante tutta la giornata.
Si può compiere la preghiera dell’Eid il giorno seguente se si è digiunato nel giorno di Arafat?
Sì, assolutamente. Il digiuno del giorno di Arafat, il 9 Dhul Hijja, e la preghiera dell’Eid al-Adha, il 10 Dhul Hijja, sono due atti distinti e complementari. Il digiuno di Arafat termina al tramonto del 9 Dhul Hijja, cioè la vigilia dell’Eid. La mattina seguente si compie normalmente la preghiera dell’Eid, avendo concluso il digiuno durante la notte. È bene ricordarlo: digiunare nel giorno stesso dell’Eid, il 10 Dhul Hijja, è vietato, poiché è un giorno di festa e condivisione.
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