Il silenzio, chiamato anche Sakt — السَّكْتُ — indica una breve pausa nella recitazione del Sacro Corano, senza riprendere fiato prima di proseguire la lettura. Questa pausa si presenta in due forme distinte:
- Il silenzio obbligatorio: una pausa imposta dalle regole del Tajwid.
- Il silenzio permesso: una pausa autorizzata ma non obbligatoria, che offre una certa flessibilità nella recitazione e nella comprensione.
1. Il silenzio obbligatorio — السَّكْتُ الْوَاجِبُ
Chiamato anche «pausa leggera», consiste in un breve momento di silenzio osservato su una parola del Sacro Corano. Non comporta una ripresa del respiro e dura circa due movimenti, considerando che un movimento corrisponde approssimativamente a un secondo. Dopo questa pausa, la recitazione riprende normalmente. Nel mushaf, questa regola è generalmente indicata da una piccola lettera araba sin:
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Questo silenzio compare quattro volte nel Sacro Corano.
الْحَمْدُ لِلَّهِ الَّذِي أَنزَلَ عَلَىٰ عَبْدِهِ الْكِتَابَ وَلَمْ يَجْعَل لَّهُ عِوَجًا ۜ ﴿١﴾ قَيِّمًا لِّيُنذِرَ بَأْسًا شَدِيدًا مِّن لَّدُنْهُ وَيُبَشِّرَ الْمُؤْمِنِينَ الَّذِينَ يَعْمَلُونَ الصَّالِحَاتِ أَنَّ لَهُمْ أَجْرًا حَسَنًا
1. Sia lodato Allah, Colui che ha fatto scendere il Libro sul Suo servo senza porvi alcuna deviazione. 2. Lo ha reso retto per avvertire di un severo castigo proveniente da Lui e annunciare ai credenti che compiono buone opere che avranno una bella ricompensa. (18:1-2)
قَالُوا يَا وَيْلَنَا مَن بَعَثَنَا مِن مَّرْقَدِنَا ۜ ۗ هَـٰذَا مَا وَعَدَ الرَّحْمَـٰنُ وَصَدَقَ الْمُرْسَلُونَ
Diranno: «Guai a noi! Chi ci ha risuscitati dal nostro luogo di riposo?» Questo è ciò che il Misericordioso aveva promesso, e i Messaggeri avevano detto il vero. (36:52)
وَقِيلَ مَنْ ۜ رَاقٍ
E si dirà: «Chi potrà guarirlo?» (75:27)
كَلَّا ۖ بَلْ ۜ رَانَ عَلَىٰ قُلُوبِهِم مَّا كَانُوا يَكْسِبُونَ
No! Ciò che avevano acquisito ha ricoperto i loro cuori. (83:14)
Il silenzio diventa obbligatorio quando il lettore prosegue la recitazione senza interrompersi. Nei primi due esempi, il lettore può anche scegliere di fermarsi, riprendere fiato e poi continuare la recitazione.
Negli ultimi due esempi, invece, deve essere osservato un breve silenzio continuo senza inspirare. Questa distinzione mostra la precisione e la sottigliezza delle pause nella recitazione coranica.
2. Il silenzio permesso — السَّكْتُ الْجَائِزُ
Il silenzio permesso compare due volte nel Sacro Corano:
إِنَّ اللَّهَ بِكُلِّ شَيْءٍ عَلِيمٌ
بَرَاءَةٌ مِّنَ اللَّهِ وَرَسُولِهِ إِلَى الَّذِينَ عَاهَدتُّم مِّنَ الْمُشْرِكِينَ
Si trova alla fine della sura Al-Anfal e all’inizio della sura At-Tawbah.
مَا أَغْنَىٰ عَنِّي مَالِيَهْ ۜ ﴿٢٨﴾ هَلَكَ عَنِّي سُلْطَانِيَهْ
La mia ricchezza non mi è servita a nulla. La mia autorità è scomparsa e mi ha abbandonato. (69:28-29)
Il silenzio è permesso perché il lettore dispone di diverse possibilità per proseguire la recitazione.
Nel primo esempio esistono tre possibilità:
- Proseguire direttamente con il versetto successivo.
- Fermarsi naturalmente alla fine del primo versetto prima di riprendere.
- Osservare il breve silenzio.
Nel secondo esempio esistono due possibilità:
- Unire i due passaggi durante la recitazione.
- Marcare il silenzio.
Conclusione
Questa lezione dedicata alla regola del Sakt nel Tajwid è terminata. Insha Allah, la prossima lezione tratterà i segni di arresto nel Sacro Corano.
All’Istituto Al-Dirassa proponiamo un accompagnamento accessibile per imparare e padroneggiare le regole del Tajwid con insegnanti qualificati. Se desideri migliorare la recitazione del Corano, puoi continuare il tuo apprendimento con i nostri corsi di Tajwid.
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