L’arabo è la lingua semitica più influente nella storia dell’umanità

3 agosto 2026 – Istituto Al-Dirassa

Storia ed evoluzione della lingua araba

L’arabo è la lingua semitica più influente nella storia dell’umanità

La lingua araba è una delle lingue semitiche più antiche, diffuse e influenti nella storia dell’umanità. La sua storia è strettamente legata allo sviluppo culturale della Penisola arabica e culminò nella sua diffusione mondiale con l’avvento dell’Islam. La sua evoluzione nel corso di quattromila anni, plasmata dagli sforzi di codificazione e sistematizzazione, l’ha resa una lingua eloquente capace di unire scienze e culture.

L’arabo è una delle lingue vive più antiche del mondo e appartiene al ramo semitico centrale della famiglia linguistica afroasiatica. Nel corso di migliaia di anni si è evoluto fino a diventare la lingua del Sacro Corano e una delle lingue più parlate al mondo. Di seguito viene presentata una panoramica storica completa del suo sviluppo:

1. Origini antiche (circa 3000–1000 a.C.)

• La lingua araba appartiene al ramo semitico nord-occidentale/meridionale, parte della famiglia afroasiatica, che comprende anche l’ebraico, l’aramaico, l’accadico e l’amarico.

• I linguisti ritengono che tutte le lingue semitiche discendano da un antenato comune noto come protosemitico.

• Nel corso del tempo, l’arabo si differenziò gradualmente dalle altre lingue semitiche, pur conservando molte delle sue caratteristiche originarie.

• Per quanto riguarda l’arabo antico, le sue prime iscrizioni apparvero nell’Arabia settentrionale e nel deserto siriano, come le iscrizioni in musnad e quelle nabatee, e risalgono al I secolo a.C. e al I secolo d.C.

• Per quanto riguarda la calligrafia araba, la scrittura araba moderna si sviluppò principalmente dall’alfabeto nabateo, a sua volta derivato dall’aramaico.

2. Arabo settentrionale antico (1000 a.C.–IV secolo d.C.)

Prima della comparsa dell’arabo classico esistevano numerosi dialetti arabi che lasciarono testimonianze scritte, tra cui il safaitico, il thamudico, il lihyanita, il dadanita e l’hasaitico. Questi dialetti erano diffusi nell’Arabia settentrionale e centrale e venivano scritti con sistemi grafici differenti.

Una delle iscrizioni più celebri è l’iscrizione di Namara, datata 328 d.C., considerata uno dei testi più antichi della Siria meridionale molto vicino all’arabo classico. Si tratta dell’epitaffio del re Imru’ al-Qais ibn Amr. La sua importanza risiede nel fatto che è uno dei primi testi redatti in una lingua araba distinta, pur conservando caratteristiche della scrittura nabatea, che si stava evolvendo verso la scrittura araba.

3. Primo arabo classico (IV–VI secolo d.C.)

Durante questo periodo iniziò a prendere forma una lingua letteraria unificata tra le tribù arabe, soprattutto nell’Arabia centrale e settentrionale. Diversi fattori contribuirono alla sua unificazione, tra cui:

• La fioritura della poesia araba.

• La nascita di mercati letterari come il mercato di Ukaz.

• La maggiore diffusione del dialetto dei Quraysh grazie all’importanza commerciale e religiosa della Mecca.

• Il notevole sviluppo della retorica e dell’oratoria.

4. L’epoca preislamica (VI–inizio VII secolo d.C.)

Tra le tribù arabe emerse una «lingua comune» grazie ai mercati letterari, come quello di Ukaz, e agli incontri annuali. Questo scambio letterario fuse i diversi dialetti in un arabo standard unificato, usato nella poesia e nell’oratoria e culminato nelle grandi odi. L’arabo raggiunse un alto livello di eloquenza e abilità retorica, mentre poesia e oratoria conobbero una grande fioritura. La poesia preislamica conservò gran parte del lessico e della grammatica araba, diventando una fonte fondamentale per lo studio della lingua.

5. La rivelazione del Sacro Corano (610–632 d.C.)

La rivelazione del Sacro Corano segnò una svolta decisiva nella storia della lingua araba. La nascita dell’Islam nel VII secolo d.C. fu l’evento più importante nella storia della lingua, poiché la rivelazione del Sacro Corano rese eterno il dialetto dei Quraysh, lo stabilì come lingua ufficiale e di riferimento per tutti i musulmani e unificò le norme retoriche e grammaticali. In questo modo:

• Consolidò saldamente molte regole della lingua.

• Preservò il suo lessico e la sua sintassi.

• Fece dell’arabo la lingua della religione islamica.

• Contribuì alla sua diffusione oltre la Penisola arabica.

6. Il periodo omayyade (661–750 d.C.)

Con l’espansione dello Stato islamico:

• L’arabo si diffuse nel Levante, in Iraq, in Egitto e nel Nord Africa.

• Divenne la lingua dell’amministrazione e degli uffici governativi.

• Nacque la necessità di stabilire regole per disciplinare la lingua a causa della conversione all’Islam di popolazioni non arabe.

Durante questo periodo ebbero inizio:

• L’aggiunta dei punti diacritici alle lettere.

• L’introduzione dei segni vocalici e flessivi per facilitare la lettura del Corano.

7. L’epoca abbaside (750–1258 d.C.)

Questo periodo è considerato l’età dell’oro della lingua araba, durante la quale:

L’arabo divenne la lingua della scienza, della filosofia, della medicina e della matematica in gran parte del mondo durante l’epoca abbaside e in al-Andalus. Il patrimonio greco, indiano e persiano fu tradotto in arabo e nacque una nuova terminologia in grado di esprimere le diverse scienze.

Furono inoltre fondate scuole grammaticali a Bassora e Kufa, vennero compilati importanti dizionari e fiorirono le scienze della retorica e della prosodia. Tuttavia, con il mescolarsi degli arabi ad altri popoli e la conversione all’Islam dei non arabi, iniziò a comparire il «lahn», cioè l’errore linguistico. Furono poste le basi scientifiche della grammatica e tra i linguisti più celebri di questo periodo vi furono:

• Abu al-Aswad al-Du’ali: stabilì i segni diacritici, prima forma dei segni vocalici.

• Nasr ibn Asim e Yahya ibn Ya’mar: introdussero i punti destinati a distinguere lettere simili, come b, t e th.

• Al-Khalil ibn Ahmad al-Farahidi: ideò i segni vocalici moderni —fatḥa, dhamma e kasra— e compilò il primo dizionario arabo, Al-‘Ayn.

• Sibawayh: scrisse Al-Kitāb, opera che pose i fondamenti essenziali della grammatica araba.

8. Il Medioevo (XIII–XVIII secolo)

L’arabo rimase la lingua della scienza, della letteratura e della religione in vaste aree del mondo islamico, nonostante il declino del suo ruolo politico in alcune regioni. Continuarono a essere prodotte opere di medicina, astronomia, matematica e filosofia, mentre nacquero dialetti arabi locali in seguito all’interazione dell’arabo con le lingue dei diversi popoli.

9. La rinascita araba (XIX secolo)

Dopo un periodo di stagnazione e profonda debolezza sotto il dominio ottomano, il XIX secolo vide la rinascita araba, guidata da figure di rilievo come Rifa’a al-Tahtawi e Nasif al-Yazji. In questo periodo la lingua araba conobbe un’importante nuova fioritura grazie alla nascita della stampa, alla creazione di tipografie, alla traduzione delle scienze moderne e all’aggiornamento del lessico per accogliere nuovi termini.

10. L’arabo nell’epoca moderna

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò l’arabo come sesta lingua ufficiale il 18 dicembre 1973, data celebrata ogni anno come Giornata mondiale della lingua araba. La lingua entrò nell’era dell’«arabo classico contemporaneo», utilizzato nei media, nell’istruzione e nella tecnologia.

L’arabo è:

• Una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite dal 1973.

• La lingua ufficiale di oltre 20 Paesi.

• Una lingua parlata da più di 400 milioni di persone, tra madrelingua e persone che la usano come seconda lingua.

• Una lingua che comprende due varietà principali:

o Arabo classico: la lingua dell’istruzione, dei media e della scrittura formale.

o Dialetti colloquiali: come l’egiziano, il levantino, quello del Golfo, il marocchino e altri.

Caratteristiche distintive nella storia dell’arabo

• Derivazione e flessione: l’arabo si basa su un sistema di radici trilittere e quadrilittere, dalle quali si possono ricavare centinaia di parole secondo precisi schemi morfologici.

• Flessibilità e adattabilità: la lingua ha conservato le proprie basi strutturali per 1.500 anni senza interruzioni né frammentazione in lingue separate, a differenza del latino, da cui sono derivati il francese, l’italiano e lo spagnolo.

• Diversità calligrafica: la calligrafia araba si è evoluta dalle sue prime forme fino a svilupparsi in distinte scuole artistiche, come il cufico, il naskh, il thuluth, il diwani e il ruq’ah.

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Testimonianze

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Alcune testimonianze di studenti che hanno scelto l’Istituto Al-Dirassa e condividono con piacere la loro esperienza.

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Très bien
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