Dua per rompere il digiuno: arabo, traslitterazione e traduzione

9 settembre 2026 – Istituto Al-Dirassa

Uomo che interrompe il digiuno con un dattero al tramonto

Quale invocazione recitare alla rottura del digiuno?

Alla fine di una giornata di digiuno, la Sunna riporta un’invocazione pronunciata dal Profeta ﷺ quando interrompeva il digiuno. Questa dua per la rottura del digiuno ricorda tre realtà concrete: la sete scompare, il corpo si reidrata e il credente spera che la ricompensa del digiuno sia stabilita presso Allah.

La formula meglio attestata è riportata da ‘Abdullah ibn ‘Umar رضي الله عنهما:

ذَهَبَ الظَّمَأُ وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

Traslitterazione:
Dhahaba aẓ-ẓama’u, wabtallati l-‘urūqu, wa thabata l-ajru in shā’ Allāh.

Traduzione:
La sete è passata, le vene si sono inumidite e la ricompensa è stabilita, se Allah vuole.

Questa invocazione è riportata in Sunan Abi Dawud, n. 2357.

Dua dell’iftar in arabo, traslitterazione e italiano

Questa è la formula da memorizzare per prima:

ذَهَبَ الظَّمَأُ وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

Traslitterazione:
Dhahaba aẓ-ẓama’u, wabtallati l-‘urūqu, wa thabata l-ajru in shā’ Allāh.

Significato:
La sete si è dissipata, le vene si sono reidratate e la ricompensa è stabilita, se Allah vuole.

L’hadith è riportato da Ibn ‘Umar رضي الله عنهما. La versione consultata di Abu Dawud è classificata hasan.

La formula è particolarmente adatta all’iftar: descrive il sollievo fisico appena avvenuto e lo collega immediatamente alla ricompensa sperata da Allah.

Che cosa significa «Dhahaba aẓ-ẓama’»?

“Dhahaba aẓ-ẓama’”

ذَهَبَ الظَّمَأُ

Dhahaba significa «è passato» e aẓ-ẓama’ significa sete.

Dopo diverse ore senza bere, il digiunante vive direttamente questo primo significato: la sete che accompagnava il digiuno scompare con l’iftar.

“Wabtallati l-‘urūq”

وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ

L’espressione significa che le vene o i vasi si sono inumiditi. Evoca concretamente la reidratazione del corpo dopo la giornata di digiuno.

“Wa thabata l-ajru in shā’ Allāh”

وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

Al-ajr significa ricompensa. Il digiunante spera che Allah accetti la sua adorazione e gli conceda la ricompensa promessa.

Le parole in shā’ Allāh — «se Allah vuole» — ricordano al credente di non rivendicare la ricompensa come un diritto dovuto, ma di adorare e sperare nell’accettazione di Allah.

Quando va recitata la dua per rompere il digiuno?

L’hadith di Ibn ‘Umar indica che il Profeta ﷺ pronunciava questa formula quando rompeva il digiuno.

Il contenuto stesso lo conferma: «la sete è passata» e «le vene si sono inumidite» descrivono ciò che avviene logicamente dopo aver iniziato a bere o mangiare.

È quindi utile distinguere:

  • le invocazioni personali che possono essere fatte prima dell’iftar;
  • la formula Dhahaba aẓ-ẓama’..., legata alla rottura stessa.

Questa distinzione evita di trasformare tutte le invocazioni del digiunante in un’unica presunta «dua obbligatoria prima di bere».

La dua va detta prima o dopo il primo sorso?

La formulazione dell’hadith — «quando rompeva il digiuno» — e le parole della dua indicano naturalmente il momento della rottura o subito dopo aver iniziato a bere o mangiare.

Il testo dice:

ذَهَبَ الظَّمَأُ

«La sete è passata.»

Non vi è quindi motivo di ritenere invalido il digiuno se una persona beve prima di recitare questa invocazione. La dua non è una condizione di validità dell’iftar.

Il digiuno termina quando si conclude il suo tempo legale e il digiunante mangia o beve. L’invocazione accompagna la rottura come Sunna e ricordo di Allah.

«Allahumma laka sumtu wa ‘ala rizqika aftartu» è autentica?

Un’altra formula è molto diffusa al momento dell’iftar:

اللَّهُمَّ لَكَ صُمْتُ وَعَلَى رِزْقِكَ أَفْطَرْتُ

Traslitterazione:
Allāhumma laka ṣumtu wa ‘alā rizqika afṭartu.

Traduzione:
O Allah, per Te ho digiunato e con il Tuo sostentamento rompo il digiuno.

Questa formula è riportata da Abu Dawud, n. 2358. Tuttavia il racconto è trasmesso in forma mursal e la versione consultata lo classifica debole.

Non va quindi presentata come avente esattamente la stessa solidità di:

ذَهَبَ الظَّمَأُ وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

Per chi vuole memorizzare prima la formula sostenuta dalla prova più forte, Dhahaba aẓ-ẓama’... è la scelta migliore.

La formula «Allahumma laka sumtu» è vietata?

Il fatto che un racconto sia debole non significa automaticamente che il senso delle parole sia cattivo o vietato.

Dire ad Allah che si è digiunato per Lui e che si rompe il digiuno con il sostentamento da Lui concesso ha un significato corretto. La prudenza consiste nel non affermare senza sfumature che «questa è la dua autentica che il Profeta ﷺ recitava obbligatoriamente a ogni iftar».

In un contenuto didattico è preferibile distinguere chiaramente i livelli di trasmissione, affinché il lettore sappia quale formula poggia sulla prova più solida.

Bisogna rompere il digiuno appena tramonta il sole?

Sì. La Sunna incoraggia a non ritardare volontariamente l’iftar una volta tramontato il sole.

Sahl ibn Sa‘d رضي الله عنه riferisce che il Profeta ﷺ insegnò che le persone resteranno nel bene finché si affretteranno a rompere il digiuno.

Questo hadith è riportato in Sahih al-Bukhari, n. 1957.

Lo scopo non è rompere prima dell’orario, ma non aggiungere un ritardo inutile che non è stato prescritto.

Per approfondire orari, atti che invalidano il digiuno e regole pratiche, consulta la nostra guida su regole e divieti del digiuno di Ramadan.

Con che cosa rompeva il digiuno il Profeta ﷺ?

Una tradizione riportata da Anas ibn Mālik رضي الله عنه indica che il Profeta ﷺ rompeva il digiuno con datteri freschi prima di pregare; in loro assenza con datteri secchi; e, se non ne aveva, con alcuni sorsi d’acqua.

Questa pratica mostra la semplicità dell’iftar profetico.

Non è necessario preparare un pasto abbondante prima della rottura effettiva. Alcuni datteri o dell’acqua bastano a terminare il digiuno; il pasto può continuare dopo.

È obbligatorio rompere il digiuno con un dattero?

No. Rompere con i datteri è una pratica raccomandata riportata dal Profeta ﷺ, ma non averne non impedisce un iftar valido.

L’acqua è sufficiente, così come un altro alimento lecito se necessario.

Non bisogna trasformare una Sunna in una condizione di validità. Chi rompe con acqua perché non ha datteri ha validamente interrotto il digiuno.

Si possono fare duas personali appena prima dell’iftar?

Sì. Il periodo del digiuno e i momenti che precedono la rottura sono un’occasione naturale per moltiplicare le invocazioni.

Il digiunante può chiedere ad Allah:

  • l’accettazione del digiuno;
  • il perdono;
  • la guida;
  • la salute;
  • una buona discendenza;
  • facilità nelle proprie questioni;
  • il bene per la famiglia;
  • protezione dalle prove.

Queste richieste non necessitano di una formula araba precisa. Si può invocare Allah con parole proprie.

La nostra guida sui momenti migliori per fare dua spiega più ampiamente come approfittare di queste occasioni senza attribuire a ogni momento una formula non stabilita.

Si può fare la dua dell’iftar in italiano?

Per applicare specificamente l’invocazione riportata dal Profeta ﷺ, è utile memorizzarne il testo arabo:

ذَهَبَ الظَّمَأُ وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

Un principiante può usare temporaneamente la traslitterazione imparando gradualmente la pronuncia.

Le invocazioni personali, invece, possono essere formulate in italiano o in qualsiasi altra lingua compresa dalla persona.

È preferibile comprendere ciò che si chiede piuttosto che ripetere lunghe frasi arabe senza conoscerne il significato.

Qual è la differenza tra iftar, sawm e suhur?

Durante Ramadan ricorrono spesso diverse parole arabe:

  • صَوْم — ṣawm: il digiuno;
  • إِفْطَار — ifṭār: la rottura del digiuno;
  • سَحُور — suḥūr: il pasto consumato prima dell’alba.

L’iftar non è quindi il digiuno stesso, ma il momento in cui esso termina al tramonto.

Questi termini fanno parte del vocabolario islamico in arabo utile per comprendere più facilmente lezioni, hadith e testi sul Ramadan.

La dua di rottura è riservata al Ramadan?

No. La formula riportata riguarda la rottura di un digiuno e, nel suo significato, non è limitata soltanto al mese di Ramadan.

Può quindi accompagnare anche la rottura di un digiuno volontario, come alcuni lunedì o giovedì o altri giorni di digiuno facoltativo.

Le regole precise possono però variare tra il digiuno obbligatorio di Ramadan, i recuperi, le espiazioni e i digiuni volontari.

Bisogna aspettare la fine dell’adhan del Maghrib per rompere il digiuno?

Il digiuno termina con il tramonto effettivo del sole, non con l’ultima frase dell’adhan.

Quando l’adhan del Maghrib è dato correttamente al tramonto, il digiunante può rompere il digiuno non appena entra l’orario.

Non esiste alcuna regola che imponga di ascoltare tutto l’adhan prima di bere.

In pratica, naturalmente, bisogna assicurarsi che l’orario del Maghrib utilizzato sia affidabile.

Come organizzare i minuti intorno all’iftar?

L’iftar può facilmente diventare un momento agitato: preparazione dei piatti, telefono, conversazioni, tavola e attesa dell’adhan.

Una semplice organizzazione aiuta a preservarne il carattere spirituale.

Pochi minuti prima del Maghrib si possono mettere da parte le attività non essenziali e fare invocazioni personali. Al tramonto si rompe senza ritardi inutili, idealmente con qualcosa di semplice, poi si recita la dua riportata.

Il pasto può poi continuare senza eccessi, per non rendere difficile la preghiera del Maghrib.

Per inserire l’iftar nell’insieme delle pratiche del mese, consulta la nostra guida completa al Ramadan nell’Islam.

Un errore frequente: trasformare l’iftar in una formula automatica

La dua di rottura è breve e facile da memorizzare. Proprio per questo può essere recitata così velocemente da perdere significato per chi la pronuncia.

Comprenderne le tre idee permette di conservarne il senso:

  • la sete è scomparsa;
  • il corpo ritrova l’acqua di cui era stato privato;
  • il credente spera nella ricompensa di Allah.

L’iftar diventa allora un momento di gratitudine e non soltanto il segnale che finalmente si può mangiare.

Come memorizzare facilmente la dua dell’iftar?

Dividi la formula in tre parti corrispondenti direttamente al suo significato:

1. La sete:

ذَهَبَ الظَّمَأُ

Dhahaba aẓ-ẓama’.

2. La reidratazione:

وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ

Wabtallati l-‘urūq.

3. La ricompensa:

وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

Wa thabata l-ajru in shā’ Allāh.

Dopo alcuni giorni di Ramadan, l’associazione con il momento dell’iftar facilita generalmente la memorizzazione.

Comprendere Ramadan oltre le invocazioni

La dua dell’iftar è solo una piccola parte dell’apprendimento del digiuno. Ramadan comprende anche regole su intenzione, inizio e fine del digiuno, atti invalidanti, dispense, recupero e comportamenti raccomandati.

È quindi preferibile non costruire la propria pratica soltanto su brevi pubblicazioni o elenchi di invocazioni.

Al-Dirassa propone corsi online di scienze islamiche per studiare le adorazioni e le loro regole in un quadro strutturato con un insegnante.

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FAQ sulla dua di rottura del digiuno

Quale dua recitare per rompere il digiuno?

La formula riportata da Ibn ‘Umar è Dhahaba aẓ-ẓama’u, wabtallati l-‘urūqu, wa thabata l-ajru in shā’ Allāh. Significa: «La sete è passata, le vene si sono inumidite e la ricompensa è stabilita, se Allah vuole.»

Qual è la dua dell’iftar in arabo?

ذَهَبَ الظَّمَأُ وَابْتَلَّتِ الْعُرُوقُ وَثَبَتَ الأَجْرُ إِنْ شَاءَ اللَّهُ

È riportata in Sunan Abi Dawud 2357.

«Allahumma laka sumtu wa ‘ala rizqika aftartu» è autentica?

La formula è riportata da Abu Dawud 2358, ma il racconto è mursal e la versione consultata lo classifica debole. Dhahaba aẓ-ẓama’... poggia su una trasmissione più solida.

Bisogna dire la dua prima di bere?

L’hadith riferisce che il Profeta ﷺ la recitava quando rompeva il digiuno. Il suo significato — «la sete è passata» — corrisponde naturalmente al momento della rottura o subito dopo i primi sorsi.

Si può rompere il digiuno senza recitare una dua?

Sì. Recitare un’invocazione specifica non è condizione di validità dell’iftar. È una Sunna e un ricordo di Allah.

Bisogna necessariamente rompere il digiuno con datteri?

No. I datteri sono una pratica profetica riportata, ma anche l’acqua o un altro alimento lecito interrompono il digiuno.

Riferimenti degli hadith

  • Sunan Abi Dawud, n. 2357: Dhahaba aẓ-ẓama’u, wabtallati l-‘urūqu, wa thabata l-ajru in shā’ Allāh.
  • Sunan Abi Dawud, n. 2358: Allāhumma laka ṣumtu wa ‘alā rizqika afṭartu, trasmessa in forma mursal e classificata debole nella versione consultata.
  • Sahih al-Bukhari, n. 1957: raccomandazione di non ritardare inutilmente la rottura.
  • Sunan Abi Dawud, n. 2354: rottura con datteri freschi, datteri secchi o acqua.

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